Una tranquilla passeggiata nella storia di Gran Canaria
Sole, pietra e racconti: alla scoperta della Gran Canaria di un tempo
La storia inizia molto prima che qualcuno pensasse ai pacchetti vacanza. Circa duemila anni fa, l’isola fu abitata dai Guanci (Canarii). Ritenuti di origine berbera e provenienti dal Nord Africa, vivevano in grotte scavate nella roccia vulcanica, allevavano capre, coltivavano orzo e svilupparono una società tutta loro. Il loro stile di vita era semplice, ingegnoso e ben adatto al paesaggio aspro. Ancora oggi, echi della loro cultura sopravvivono nei siti archeologici, nei toponimi e persino nei volti della gente del posto.
Tutto cambiò nel XV secolo, quando la Corona spagnola puntò gli occhi sulle Isole Canarie. Gran Canaria divenne il centro di una feroce lotta tra la popolazione indigena e le forze castigliane. Dopo anni di resistenza, nel 1483 l’isola cadde infine in mano alla Spagna. La cultura guanche cominciò a scomparire, assorbita gradualmente dal nuovo mondo coloniale.
Sotto il dominio spagnolo, Gran Canaria assunse un nuovo ruolo. La sua posizione nell’Atlantico la rendeva una tappa perfetta per le navi dirette nelle Americhe. Cristoforo Colombo stesso gettò l’ancora a Las Palmas nel 1492 per riparare una delle sue navi prima di proseguire il viaggio verso ovest. L’isola divenne anche un’importante base di rifornimento: esportava zucchero, vino e, in seguito, caffè e banane, importando al contempo nuove colture e idee da oltre l’Atlantico.
Naturalmente, essere strategicamente importante significava anche diventare un bersaglio. Pirati e potenze rivali attaccarono ripetutamente l’isola. Nel 1599 gli olandesi tentarono notoriamente di conquistare Las Palmas, ma furono respinti dopo un mese di combattimenti. Le fortificazioni vennero rafforzate, ma la vita continuò. I commerci prosperarono, furono costruite chiese e l’isola si intrecciò sempre più con le sorti della Spagna.
Nel XVIII e XIX secolo, l’agricoltura dominava la vita quotidiana. Banane, pomodori e canna da zucchero venivano esportati in enormi quantità, perlopiù verso la Gran Bretagna e il Nord Europa. Più o meno nello stesso periodo, Gran Canaria si guadagnò anche la reputazione di luogo di cura. I medici prescrivevano il suo clima come rimedio per ogni sorta di disturbo, dall’asma alla tubercolosi. I viaggiatori malati arrivavano in nave in cerca di cure e del caldo sole, soggiornando negli eleganti hotel di Las Palmas che si possono ancora vedere oggi.
Il XX secolo portò un cambiamento ancora più grande: il turismo. Grazie ai viaggi aerei, che resero le Isole Canarie più accessibili, Gran Canaria passò da un’economia agricola a una trainata dai visitatori. Lungo la costa meridionale sorsero località turistiche, dove il tempo è quasi sempre soleggiato. Maspalomas, Playa del Inglés, e Puerto Rico divennero nomi familiari per i turisti in cerca del tepore invernale e di cieli azzurri garantiti.
Eppure, al di là delle spiagge, il passato dell’isola non è mai lontano. Nel centro storico di Las Palmas, Vegueta, puoi fare una visita guidata tra le sue stradine, dove un tempo i conquistadores pianificavano i loro viaggi. Nell’entroterra, le antiche abitazioni rupestri sono ancora usate come case, fondendo passato e presente nel modo più pratico.
È una storia che si vive ogni giorno, intessuta nelle feste, nelle ricette di famiglia e in un’architettura che ha resistito a tempeste e assedi. È questa stratificazione di antico e moderno a dare all’isola la sua ricchezza. Un luogo dove il passato permane silenziosamente, in attesa di essere scoperto, un ciottolo, una grotta e una storia alla volta.
Ti incuriosisce? Fai un salto agli interessanti musei Museo Canario e Casa de Colón a Las Palmas per saperne di più sulla storia di Gran Canaria.